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22.9.11



il mio equilibrio è troppo instabile.
perchè si appoggia a milioni di piccole cose.
come puoi pensare di essere equilibrata se per esserlo deve esserci una congiunzione astrale?
no, devono essere pochi punti che ti fanno felice.
perchè saranno pochi anche nel momento in cui ti renderanno triste.
e saranno gli stessi.


"Nella primavera del suo ventiduesimo anno, Sumire si innamorò per la prima volta nella vita. Fu un amore travolgente come un tornado che avanza inarrestabile su una grande pianura. Spazzò via ogni cosa, trascinando in un vortice, lacerando e facendo a pezzi tutto ciò che trovò sulla sua strada, e dietro non lasciò nulla. Poi, senza aver perso nemmeno un grado della sua forza, attraversò il Pacifico, distrusse senza pietà Angkor Wat e incendiò una foresta indiana con le sue sfortunate tigri. In Persia si trasformò in una tempesta del deserto e seppellì sotto la sabbia un’esotica città-fortezza. Fu un amore straordinario, epocale. La persona di cui Sumire si era innamorata aveva diciassette anni più di lei ed era sposata. E come se non bastasse, era una donna. E’ da qui che tutto cominciò, ed è qui che tutto (o quasi) finì."
la ragazza dello sputnik.


non credo sia giusto arrivare a questo punto.
non è stato giusto e certi tagli non si rimarginano.
certe ferite non fanno altro che sanguinare. sempre.
non c'è mai qualcosa che può cicatrizzarle.
mai qualcosa che può lenire il dolore.
la situazione è sempre cosi, sospesa.
ma le parole, quelle sono come SALE.


Basta che cominciate a dire di qualcosa: "Ah che bello,bisognerebbe proprio fotografarlo!" e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.
'l'avventura di un fotografo' italo calvino

28.6.11




semplicità. è quello che cerco.
odio le complicazioni e la gente che complica l'acqua.
mi urta e mi irrita.
serve semplicità perchè le persone sono già troppo complicate anche quando decidono di non esserlo.
e anche nelle fotografia.
mi godo libri di vecchi fotografi che puntavano sulla semplicità e sulla sponteneità.
e che emozione che sono.
sea.

sembra quasi che quando andate d'accordo la vita sia a colori.
la tua scena abbia colori accesi e saturi.
sembra che il tuo film abbia fotografie scintillanti.
mentre quando non c'è, quando non andate d'accordo sembra che il film si trasformi in qualcosa di desaturato. ma non ancora bianco e nero.
senza la poesia del bianco e nero.
solo qualcosa di sbiadito che tende al grigio ma si vede ancora un alone di quello che era.
se fosse in bianco e nero sarebbe poetico.
invece non c'è e la vita sbiadisce.
non parlo di me.

27.6.11



ammalarsi di un ricordo.
credo che sia non solo possibile ma a volte necessario.
necessario a superare i rapporti che diventano brandelli.
è una di quelle tappe in cui passi se non riesci a superare un evento.
ti ammali, ti ammali di un ricordo spesso di qualcosa che non hai vissuto a fondo.

17.6.11

l'amore.diversità legate.


Ecco.
Questo siamo noi.
Quel filo l’ho preso io.
L’ho comprato proprio con lo scopo di legarci insieme.
Eppure è stato il più grande errore.
Fare stare insieme due cose che non possono completarsi.
Non succederà.
Possiamo legarci, incatenarci, incollarci.
Ma non ci fonderemo mai.
E quindi non è forse meglio che ognuno cerchi la propria metà?
Forse io non sono la tua e tu non sei la mia.
Forse.
Anche se combaciamo.
confini.

perchè è più facile abbandonare una persona piuttosto che un sentimento?
la gente non si fa problemi a lasciarti, a dimenticarti, a cancellarti.
eppure abbandonare un sentimento è molto piu difficile,
quasi impossibile.
dovrebbe essere molto piu semplice cancellare dalla propria mente una sensazione.
piuttosto che eliminare qualcuno dalla tua testa.
dalla tua vita, dai tuoi sogni.

come dimenticare la tristezza che ti attanaglia?
come dimenticare la noia?
come dimenticare il disprezzo?
forse solo i sentimenti negativi non si cancellano facilmente. mentre le persone negative si.


learning to fly.


quello che ti capita mentre insegui un destino sbagliato si può chiamare destino?
se stai percorrendo la strada sbagliata
e per questo non vedi tutto quello che avresti dovuto vedere percorrendo quella giusta, stai vivendo il tuo destino?
non credo, il mio problema però è capire se la strada è giusta oppure no.

intrappolata in questi pensieri.

16.6.11

#2

con le persone faccio come con i film.
non gli do mai il tempo di mostrarsi perchè appena vedo qualcosa di imperfetto mi allontano,
cambio canale.
cambio persona.
certe volte leggo la trama, leggo quello che i film dicono di se.
ascolto le persone raccontarsi ma non credo mai fino in fondo a quello che dicono. credo stiano mentendo e dicano quelle cose solo per farsi guardare. e allora mi fossilizzo su film che ho già guardato, che non mi riservano sorprese.
è un modo di confrontarsi con gli altri ma dove porterà?
credo all'infelicità.

9.6.11



forse i rapporti non sono perfetti e per poter continuare hanno bisogno proprio dell'imperfezione.
ma davvero esiste la perfezione nei rapporti?
io non credo o forse sono cosi sfortunata da non averla mai vista nemmeno per sbaglio.
ho sempre pensato che la perfezione fosse una meta e tutta la vita le persone si sforzassero di scendere a compromessi per mantenere una certa stabilità, almeno in amore.
e poi noi siamo cosi imperfetti che sembra impossibile pensare di raggiungere in due la perfezione.
o forse a volte le persone si mentono cosi tanto che credono di averla trovata, fingono cosi tanto la felicità che si convincono che quella situazione sia giusta per loro.

poveri illusi.

''per essere perfetta le mancava solo un difetto.''


certe cose sono sbagliate e lo sai.
ma certi istinti non si domano.
certe promesse non si mantengono.
certi attimi si vivono su corde segrete.
certi brividi non si ignorano.
certi occhi non si dimenticano.
certe regole mi intrappolano.
certi amori finiscono e altri non iniziano nemmeno.

6.6.11

ti parlo con il cuore in mano.

ti parlo con il cuore in mano.



quando anche i tuoi occhi dicono che hai paura,
allora sei maledettamente troppo avanti per poter tornare indietro.
finisci per tagliarti i capelli sperando che a quei capelli restino attaccati i tuoi pensieri.

5.6.11

words like violence break the silence.

“Credo nel rumore di chi sa tacere.”
Adoro questa canzone e adoro questa frase.
La scrivo ovunque.
Perché ci credo.

Le parole uccidono.

Bisogna imparare a gestirle.
Devi capire che hanno un peso.
Devi capire che non sei un bambino.
È ora di mettere via i giochi e crescere.

È arrivato il momento di prendersi delle responsabilità.
Ma tu non vuoi.

È più semplice mentire alle persone che ami
e poi ritornare con la bocca straripante di “scusa”.
Io non scuso più nessuno da qualche tempo.
E se ferisco qualcuno, voglio non essere scusata.
Niente è inevitabile, tranne la morte.
Quindi cresci.
Ma lontano da me.


a volte non sai quello di cui sei capace.
non sai che riuscirai a fare una cosa,
finche non ti capita di farla.
non sai per esempio di essere in grado di perdonare,

ma perdonare davvero chi ti ha fatto male.
chi ha lasciato un livido nelle tue vene.
chi, forse senza cattiveria, ha lasciato uno di quei segni che non se ne vanno.
eppure a volte passa il tempo, credo che sia quello il tuo unico alleato/nemico.
il tempo che sta dalla tua parte e riesce a farti riflettere, a farti ragionare e a farti dimenticare.
perchè credo che dimenticare, cancellare sia l'unico modo per poter perdonare davvero.
se riesci a cancellare una cosa pur sapendo che è esistita e fa parte dei tuoi ricordi puoi riuscire davvero a perdonare qualcuno. e puoi rifarlo all'infinito.
se voglio bene, davvero molto bene, quel bene che non puoi spiegare so davvero perdonare.

come ho fatto con te.

e questo non significa che tu avessi bisogno di essere perdonato o che fosse necessario.

ti voglio bene.
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4.6.11

francesca masarati photography

francesca masarati photography


a volte mi capita di chiedermi se sono ancora davvero in grado di provare emozioni.
sono state tutte inscatolate e messe in soffitta?
non si potranno mai rispolverare senza inciampare in ferite non rimarginate?
o forse posso andare a riprenderle e scoprire qualcosa che mi ero persa?
risvegliare vecchie emozioni e richiamare vecchi ricordi, senza piangere.

sorridendo.




leggera insostenibile pesantezza.
cercare di vedere il bello che si nasconde.
in ogni cosa credo.
e spesso non lo vedo, non lo voglio vedere. non voglio nemmeno sentirne parlare.
mi crogiolo nelle giornate di pioggia come se il clima avesse deciso di accordarsi ai miei pensieri.
ma poi perchè? non avere ciò che si vuole, o meglio non sapere nemmeno quello che si vuole.

ricordi. che mi annebbiano e mi rendono malinconica, non so nemmeno se sono ricordi che se la
meritano, la mia malinconia.

Mi presento.

Selvatica e addomesticata.
Addomesticata all’amore, selvatica ai clichè. Alle formalità.
Instabile, terribilmente.
Quasi incapace di equilibrio.
Ma alla ricerca.
...Per niente spensierata, anche se lo vorrei.
Leggera, idealmente. Soprattutto nello spirito, vorrei.
Pesante nella pratica.
Matura e immatura a fasi alterne.
Troppo seria per la mia età, troppo immatura per altre cose.
Innamorata dell’amore, a volte però lo detesto.
Istinto materno precoce.
Innamorata degli animali, tranne quelli che strisciano.

Voglio ciò che non posso avere, con tutta me stessa.
Quando posso averlo però, non sempre lo voglio.

Adoro più di ogni altra cosa la Fotografia.

Io.